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Incontri culturali ad Istanbul: Burhan Sonmez, scrittore e poeta

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(di Simone Perotti)

“Mi sono trovato di fronte al mare, per la prima volta, solo a 17 anni, ma lo avevo già ‘visto’. Attraverso i racconti e le parole”. Burhan Sonmez, ex avvocato impegnato e martire dei diritti umani, oggi scrittore, un uomo educato, delicato, sobrio, ma che ha dentro una grande energia, e ragiona da poetaCon lui, all’Istituto Italiano di Cultura, iniziamo a dialogare e siamo già nel pieno del nostro ragionamento sul Mediterraneo, tanto che da qui in poi, gradualmente, non senza dirci molte altre cose, ce ne allontaneremo. 

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Incontri culturali ad Istanbul: Buket Uzuner, scrittrice

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(di Simone Perotti)

“Se siamo mediterranei noi turchi? Ah bella domanda. La nostra identità è difficile da definire!” Buket Uzuner è una bella donna, dai modi raffinati, si vede che è colta, impegnata, che ha viaggiato, che conosce il mondo. Si esprime in un inglese quasi perfetto, sceglie le parole, ma non fa pause. Pesca i pensieri da vicino a sé, compagni di un lungo percorso di riflessioni e di sentimenti. Per me è un piacere incontrarla, visto che ho profondamente amato il suo “Ada d’Ambra”, uno dei migliori romanzi che abbia letto negli ultimi dieci anni.

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Incontri culturali ad Istanbul: Ara Güler, fotografo dell'umanità

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(di Simone Perotti)

Entrare all’AraKafé, nella traversa quasi invisibile di Istiklal Caddesi, mi ha fatto lo stesso effetto che mi fece entrare nella taverna U Kalicha, a Praga, dove Bohumil Hrabal si rintanava a scrivere e dove sui muri si possono ancora leggere le sue frasi e quelle dei suoi ammiratori, oppure entrare al Floridita, nella vecchia Avana, dove Hemingway si rifugiava a bere i suoi proverbiali daiquiri, pontificando e discutendo con amici e avventori. 

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Incontri culturali ad Istanbul: Bedri Baykam, o dell'arte e del Mediterraneo

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(di Simone Perotti)

La galleria di Bedri Baykam, si vede subito, non è solo una galleria. C’è movimento, materiali appoggiati, accatastati. Gente che lo attende per un’intervista (“Una televisione sportiva. Mi chiedono del Fenerbache, la mia squadra. Sono un grande tifoso”). E quando poco dopo lo intervistiamo, al secondo piano del piccolo palazzetto, in una stanza col biliardo, un mucchio di quadri dovunque, oggetti, pezzi d’arte e giochi di ogni genere affastellati su ogni superficie e un gatto splendido, pelo lungo, occhi verdi, che si aggira come fosse il re incontrastato di quel luogo, capiamo anche molto bene il perché.

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Incontri culturali ad Istanbul: Giuseppe Mancini, giornalista e storico

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 (di Simone Perotti)

Ecco un incontro che attendo da un po’. Giuseppe Mancini, storico e giornalista, trasferitosi qui a Istanbul da anni con la sua compagna turca. Lo attendo perché dai primi contatti sappiamo che Giuseppe la pensa in modo radicalmente diverso da tanti che ci raccontano i problemi di libertà, sui diritti umani, di islamizzazione del Paese. Sono felice di incontrarlo, perché voglio sentire la campana opposta, sapere quali sono gli argomenti e i ragionamenti.

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Incontri culturali ad Istanbul: Nedim Bora Hazar, regista e documentarista

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(di Simone Perotti)

Per raggiungere Nedim Bora Hazar, regista, attore, musicista, navighiamo per un’ora e mezza da Kabatas, tra Tophane e Ortakoy, fino alla seconda maggiore delle Isole dei Principi, Bourgazada. Quando sbarchiamo è lì ad accoglierci, occhiali scuri, montatura verde spento, capelli bianchi luminosi, il sorriso sempre sulle labbra, jeans e camicia blu. Un bell’uomo, orgogliosamente sui cinquant’anni, qualcuno di più forse, occhi del bambino curioso e divertito.

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