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Valerio Allegro. Un rivoluzionario a bordo di Mediterranea

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(di Francesca Piro)

Tre anni fa, uno di noi scrisse ad un'azienda di prodotti detergenti ecologici del Torinese, raccontandogli del nostro Progetto Mediterranea, della spedizione appena partita, dei nostri obiettivi. La spinta a scrivere quella lettera era nata dalla constatazione che a bordo siamo sempre tanti per settimane e settimane, che consumiamo - pur nei limiti che ci siamo dati nell'uso dell'acqua dolce - una discreta quantità di detergenti e che questi, o in un modo o nell'altro, finiscono in mare. Comunque. Anche quando non siamo in mare, ma nei marina. Anche quando siamo a casa. Anche quando non sembra. Comunque, quella lettera fu aperta, venne letta. Chi la lesse riconobbe l'enorme valore intrinseco di quanto gli si stava chiedendo, e rispose. Da lì è partito tutto. Con una lettera che ha messo in contatto due persone ispirate, virtuose e visionarie. Da allora, Allegro Naturaazienda certificata Lifegate Energy, che produce detergenti e cosmetici completamente ecologici e da materie prime biologiche, è nostro partner nella  spedizione e tra i nostri sponsor tecnici. 

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Mediterranea a Linea Blu | Missione Mediterranea

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Mediterranea a LINEA BLU

Il 26 maggio 2018, nel bacino della sede della Lega Navale di Trapani, Donatella Bianchi e la troupe di Linea Blu sono saliti a bordo di Mediterranea per condividere con Simone Perotti e tutto l'equipaggio l'emozione della partenza per questo nuovo anno di viaggio. 

Clicca Linea Blu - Missione Mediterranea per vedere la puntata.

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La Rotta 2018 - Possibilità di venire a bordo

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La spedizione Progetto Mediterranea riprende il suo viaggio ed entra nel suo quarto anno di navigazione nel Mediterraneo. Imbarcazione Mediterranea, un ketch armato a cutter di 60 piedi disegnato da Michel Bigoin, prosegue la rotta svolgendo i suoi tre obiettivi: nautico, culturale e scientifico. Tra maggio e settembre sarà nel Mediterraneo di Ponente, tra la Sardegna e la Corsica, per seguire poi la costa della Francia e della Spagna – dove si terranno gli incontri culturali previsti dal programma culturale - e completare infine la Rotta 2018 in Portogallo. Come ogni anno, la spedizione apre le porte ai suoi amici e sostenitori, perché Progetto Mediterranea è un sistema di co-sailing, sostenuto e svolto da 52 persone appassionate, i Mediterranei, che si alternano a bordo e svolgono le attività di ricerca culturale e scientifica e di navigazione all'interno di quello che, prima di tutto, è un esperimento sociale di condivisione: un modo diverso di concepire proprietà, utilizzo, viaggio, coabitazione, scoperta. E infatti, accanto ai Mediterranei, in settimane stabilite, possono affiancarsi gli Amici di Mediterranea, cioè tutti coloro che desiderano condividere valori ed esperienze del Progetto Mediterranea, anche solo per un tratto della sua rotta. 

Per saperne di più sui dettagli organizzativi potete scrivete a: info@progettomediterranea.com

Tra maggio e settembre navigheremo da Trapani fino a Lisbona, in una rotta tutta europea. Le tappe principali sono quelle indicate sulla mappa e lì si svolgeranno i cambi dell’equipaggio, mentre durante la navigazione ci saranno soste in baie e in eventuali piccoli porti intermedi. Navigheremo lungo la Sardegna e la Corsica per dirigere poi verso Nizza, traversando il Pelagos - Santuario dei Cetacei, splendida area marina protetta compresa fra la Toscana, la Sardegna e la costa provenzale. Proseguiremo poi verso Marsiglia e Barcellona, dove ci sarà occasione per assistere agli incontri previsti dal programma culturale. La sosta in queste due città potrebbe quindi essere prolungata (fino a 4 giorni). Dopo Barcellona proseguiremo la navigazione tra le isole Baleari, per tornare poi sulla costa spagnola e procedere verso lo Stretto di Gibilterra. Da qui, raggiungeremo Lisbona.

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Incontri culturali in Sicilia. Maria Guccione: cultura, cibo e identità del Mediterraneo

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(di Francesca Piro)

“Il valore della mia testimonianza è legato alla mia età. Io ho 80 anni, sai, e l’isola non è sempre stata così”. Incontriamo Maria Guccione, memoria storica dell’isola di Favignana, prima insegnante, poi albergatrice e ristoratrice insieme alla sorella Giovanna, poi assessore alla Cultura. Una donna-imprenditrice in un’epoca in cui di donne così il mercato d’impresa italiano ne contava davvero poche. L’abbiamo cercata per incontrarla a bordo di Mediterranea durante il nostro passaggio tra le isole Egadi, perché nel nostro viaggio cerchiamo testimoni di vita, esperti del territorio, conoscitori di genti. In breve, persone che abbiamo da dire parole di senso. E Maria Guccione è tra queste“L’isola non è sempre stata così come la vedete ora – prosegue – piena di gente, con tanti ristoranti, un mangitificio, come la chiama un mio amico. E’ una cosa che non mi piace, perché di Favignana dovrebbero essere esaltate le tradizioni, la cultura, il mare, l’archeologia. Il turismo sta diventando sempre più veloce e questo per me un grandissimo problema. Vi ringrazio quindi perché siete venuti a chiedermi com’era Favignana, prima. E io ve lo dico."

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Incontri culturali in Sicilia. Pietro Bartolo, medico a Lampedusa

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(di Francesca Piro)

“Prima di essere un medico, sono stato un marinaio. E sono stato anche un naufrago, sapete? So cosa significa cadere in mare a 40 miglia dalla costa e poi essere salvato”.  Inizia così il nostro incontro con il dott. Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa, responsabile del Poliambulatorio - ASP di Palermo dell’isola,  colui che ha curato centinaia di migranti arrivati dal mare e che ad altrettanti ha dato la dignità di persona, consentendone il riconoscimento prima della sepoltura. L’uomo che poi tutti abbiamo conosciuto grazie al film documentario "Fuocoammare" di Gianfranco Rosi. “Da 30 anni ci occupiamo del fenomeno dell’immigrazione. Io dico fenomeno, non problema, perché è sempre esistito, da secoli. I popoli migrano, si spostano. Qui, a Lampedusa i primi migranti sono arrivati 30 anni fa ed io mi sono sempre presentato a loro prima di tutto come uomo, e poi come medico. Lo chiedo ai miei collaboratori: il primo approccio deve essere umano, e poi sanitario. Una pacca sulla spalla, un tè caldo, un batti-cinque fanno sentire queste persone - perché sono persone! - accolte, in un luogo sicuro, dove nessuno farà più loro del male. L’incontro deve essere fra uomo e uomo, indipendentemente dal ruolo che rivesti. È gente che ha sofferto, sapete? quella che arriva. Le donne, soprattutto le donne, sono quelle che soffrono di più”.

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Incontri culturali in Sicilia. Giusi Nicolini, già sindaco di Lampedusa

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(di Simone Perotti)

A Giusi Nicolini, da poche settimane ex sindaco di Lampedusa, ho scritto un messaggio breve sul telefono, e mi ha risposto con una certa gioiosa disponibilità. Ci siamo accordati e ci raggiunge a bordo di Mediterranea, ormeggiata al porto vecchio di Lampedusa. Qualche chiacchiera, il suo stupore di vedere a bordo tante donne, poi iniziamo l’incontro. Le chiedo che cosa è successo a Lampedusa, dopo cinque anni che, da lontano, mi sono sembrati drammatici, accorati, importanti. “Va detto che ero stata eletta col 26% dei voti, assai contrastata dall’isola. Vengo dalla cultura dell’antimafia e dell’ambientalismo militante, e qui il problema dell’isola è semplicemente uno: l’illegalità. Io ho incentrato la mia attività su un progetto di sviluppo sostenibile, ed è quello che ha fregato la mia amministrazione”. Chiara e diretta, un buon inizio. 

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