Qui su Mediterranea facciamo così. Quando qualcuno arriva a bordo è un buon fratello di mare, o una buona sorella di mare, verso cui non ci sono pregiudizi, precondizioni, vincoli. Qui non ci sono clienti e organizzatori, soltanto persone che provano a diventare un equipaggio ispirandosi a dei valori condivisi. Su Mediterranea vige il più alto, rischioso ma splendido valore dell’accoglienza, dell’inclusione, della tolleranza. Viaggiamo da anni soprattutto per questo.
Poi, se capiamo che qualcuno non è adatto a questa spedizione, ci assumiamo la responsabilità di dirglielo o lo invitiamo a dircelo.

Qui su Mediterranea facciamo così, viaggiamo lenti, evitiamo i luoghi affollati, cerchiamo di vedere e vivere l’altrove mediterraneo che pochi conoscono. E quando vediamo un bel posto ci meravigliamo sempre, perché chi perde la meraviglia ha perso “l’uscita da sé”, è chiuso nel suo labirinto e non può sentire.

Qui su Mediterranea facciamo così, parliamo tra noi, cerchiamo di dirci cose che lascino il segno nel cuore, che servano a divertirci, ridere, imparare, ma soprattutto pensare. I pensieri e le parole devono essere sempre diretti, significativi, perché altrimenti, qui su Mediterranea, preferiamo stare zitti o ballare.

Qui su Mediterranea facciamo così, navighiamo per mari ricchi di fascino, natura, storia, cultura, comunità, bellezze e cerchiamo sempre di ricordare, di imparare, di capire, di raccontare. Il Mediterraneo che sta lì, laggiù, intorno a noi, di cui tutti parlano senza averlo mai conosciuto veramente, è il nostro libro da sfogliare.

Qui su Mediterranea facciamo così, incontriamo scrittori, giornalisti, artisti, ricercatori, leggiamo storie, e poi facciamo prelievi di mare per aiutare la ricerca, passiamo ore a registrare su un’app l’inquinamento in superficie, ci diamo da fare per come possiamo perché amiamo il mare, la cultura, il sapere e vogliamo fare del nostro meglio.

Occupy Elafonissos

 

Qui su Mediterranea facciamo così, non ci sentiamo in “vacanza”, cioè non sentiamo il bisogno di sospendere, o di vivere il “vuoto”. Al contrario, tentiamo di riempirci di emozioni, sensazioni, notizie, e lo facciamo comunicando, ascoltando, provando ad avvertire le cose col cuore.

Qui su Mediterranea facciamo così. Quando navighiamo ci guardiamo intorno, perché in mare bisogna avere mille occhi, ma anche per capire dove siamo e cos’è il Mediterraneo. Quando entriamo in una baia cerchiamo il posto più sicuro, non quello necessariamente più bello, e ci mettiamo il più possibile lontano dalle altre barche non per snobismo, ma per essere liberi e non infastidire nessuno.

 

Qui su Mediterranea facciamo così, non siamo mai stati collegati alla rete elettrica terrestre, né mai lo saremo. Siamo autonomi, il sole e il vento ci danno più energia di quanta ce ne serva. Appena sale la brezza sufficiente a farci navigare a vela stacchiamo motore e issiamo tutta la tela che serve, perché il rumore non ci piace, mentre il sussurro del vento tra le vele lo amiamo. Perché in quel momento ci sembra di “passare sul mare leggeri”.

Qui su Mediterranea facciamo così, ci laviamo con acqua di mare, ci sciacquiamo velocemente con quella dolce, cuciniamo con acqua di mare, laviamo i piatti con acqua di mare, usiamo detersivi biologici per lavare la barca, le stoviglie, i vestiti. L’acqua dolce ci dura settimane, perché è preziosa e perché la pulizia di cui abbiamo bisogno passa anche per i nostri comportamenti. 

Qui su Mediterranea facciamo così. Facciamo la differenziata, non buttiamo in mare niente che non sia di natura organica, se troviamo un pezzo di plastica lo raccogliamo per smaltirlo come si deve. E se nel Paese dove siamo non c’è modo di buttare la differenziata, non fa niente. Su Mediterranea le cose si fanno perché sono giuste, fa bene a noi farle, anche quando è inutile. Su Mediterranea stiamo sempre attenti a non perdere la rotta, anche quella di certi valori.

Qui su Mediterranea facciamo così, peschiamo, cuciniamo cose buone, fatte con cura, e prepariamo la cena tutti insieme, bevendo vino e ascoltando la musica. “Buon cibo insieme”, è una formula mediterranea che abbiamo fatto nostra fin da principio.

Qui su Mediterranea facciamo così. Ripariamo tutto, cambiamo d’uso agli oggetti, ricicliamo ogni cosa, siamo autonomi al massimo grado che le nostre conoscenze nautiche, meccaniche, elettriche, manuali ci consentono. Lavoriamo sempre alla barca, con calma e ogni problema a cui troviamo soluzione ci inorgoglisce, più di qualunque altra cosa.

IMG 5240Qui su Mediterranea facciamo così, sperimentiamo che l’ordine, l’organizzazione, la collaborazione, sono buone pratiche per la convivenza, e valorizziamo i saperi di ognuno, le personalità di ognuno, le idee di ognuno, perché dei miseri mondi in cui l’uomo e la donna sono solo numeri e costi, non ne possiamo più.

Qui su Mediterranea facciamo così, mettiamo insieme i denari che bastano per tutto, facciamo economie di scala favorevoli, decidiamo tutto insieme, ma al denaro diamo solo il valore dello strumento. Quasi tutto ciò che conta per il nostro benessere, su Mediterranea, non ha niente a che fare con i soldi.

Qui su Mediterranea facciamo così, entriamo nei porti con le maglie uguali, perché siamo un equipaggio, esponiamo uno striscione di protesta, perché abbiamo delle idee, comunichiamo a tutti un’emergenza, perché vogliamo farci sentire e renderci utili.

Per questo su Mediterranea facciamo cosìPer provare a vivere meglio, per tentare l’emozione come via, per applicare la nostra passione del mare alla vita. E infatti su Mediterranea, per quello che ci lascia la vita, per ciò che i suoi dolori, le sue bizzarrie, ci consentono… stiamo bene.