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Incontri Culturali a Tbilisi: Nana Lomia, linguista

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(di Simone Perotti)

Nana Lomia è una linguista, innamorata dell’Italia fin da giovane. E’ emozionata e felice di incontrarci. E si vede che si è preparata. Ci racconta di essere una georgiana profuga dell’Abkasia (con la “s” non con la “z”). "Sono dovuta fuggire ancora bambina, con la mia famiglia. Era il ’92, c’era la guerra al momento del crollo dell’URSS. L’Abkasia è una specie di Sicilia, bellissima, fu una tragedia per i georgiani in quell’area”.

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Incontri Culturali a Tbilisi: David Lordkipanidze, antropologo

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(di Simone Perotti)

“Se il Mar Nero e la Georgia abbiano o meno a che fare col Mediterraneo è domanda che suona come musica per le mie orecchie”. David Lordkipanidze è il Direttore del Museo Nazionale Georgiano, che non è solo un museo, ma un complesso progetto di architettura culturale, una sorta di ombrello sotto cui sono allineati dodici musei, strutture, attività. Tutto opera sua, cioè di quest’uomo sobrio, blasé, ma al contempo chic, con una certa nobiltà nell’espressione e nei modi.

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Un anno per mare

(di Simone Perotti)

Sognare. Progettare. E poi, vivaddio, salpare. Uno da solo non saprebbe farlo, non avrebbe sufficienti forza, idee, tempo. Ma tanti, insieme, sì.

Un anno fa, da San Benedetto del Tronto, partiva Progetto Mediterranea per la sua lunga peregrinazione via mare. Già l’anno prima, nel “riscaldamento”, avevamo navigato sei mesi tra Balcani e Golfo di Venezia, ma un anno fa partivamo ufficialmente. Ora siamo nel Mar Nero, tante miglia dopo, e proseguiamo imperterriti il nostro viaggio. A bordo un gruppo di noi, che ogni settimana cambia, come era previsto. In questo anno abbiamo incontrato mare, cetacei, tartarughe, uomini, coste, baie, storie. Ci siamo riparati sempre con umiltà negli angoli sicuri che ci ha offerto la sorte. Ci siamo risollevati dalle tante, inevitabili cadute. Mediterranea ha dimostrato a ognuno di noi, uomini temporanei, che non c’è spazio per uno solo rivolto a se stesso, ma solo per tutti noi rivolti verso il mondo. Nessun interesse, nessuna deroga dai nostri valori. 45 persone che viaggiano per piccoli grandi obiettivi comuni. Da condividere.

Un anno fa salpava Progetto Mediterranea, noi a bordo. Gente qualunque, ma non gente comune. Cercatori di senso. Scopritori del nostro mondo. Per non doverci dire un giorno, con disincanto: “ah, se fossi salpato!”. Noi siamo salpati, perché il tempo va, non torna, e quello che hai tentato, vada come vada, è il tuo ritratto: lo guardi e finalmente ti vedi. E tra cento traversie, inevitabili quando si vive davvero, siamo qui, stiamo navigando.

Siamo sempre stati all’altezza? Forse no, ma tante volte sì. Una spedizione, come la stessa vita, non la giudichi dai tanti errori, ma da tutte le volte che non ti dici bugie, capisci, hai un’idea nuova o sei grato a chi te la offre, salpi l’ancora e continui a navigare. Una mappa chiara, che non prevede scuse, solo responsabilità personali, e voglia di essere migliori di ieri. Con un waypoint chiaro: ogni cosa che viviamo la dobbiamo (anche) all’altro. Ogni giorno dobbiamo ricordarci di dirgli grazie.

Qui, per ricordarcela sempre, la Carta dei Valori di Progetto Mediterranea.

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Hüseyin Coban e il disegno della bellezza

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(di Giuliana Rogano)

Turchia, Amasra - 6 maggio 2015

Gli incontri inaspettati sono i più belli, sono le sorprese che ti regala il viaggio, l’andare, il partire, sono le sorprese del Mediterraneo, sono le sorprese del nostro progetto.

Mezz’ora dopo il nostro arrivo ad Amasra si avvicina alla barca un signore barbuto, di bella presenza, con un tablet in mano che, indicando lo schermo, ci dice “Welcome to Amasra, Mediterranea. Murat Belge is my friend”. Indica con il dito il nostro sito, la foto di Belge e la sintesi della intervista di Istanbul. Lui è Hüseyin Coban(*), architetto navale e fondatore e proprietario dei cantieri navali “COBANA Boat”.

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Incontri culturali ad Istanbul: Serra Yilmaz, attrice

Serra Yilmaz

 

(di Simone Perotti)

“I turchi non sono un popolo del Mediterraneo…” Bell’inizio, non me lo aspettavo. Mi piace quando c’è da risalire la china, e con Serra Yilmaz sembra che sia così. E' a Firenze (l'intervista è stata realizzata nel gennaio u.s., ndr) perché da quindici anni riscuote un successo da record con un suo spettacolo teatrale, il cui gradimento sembra non esaurirsi negli anni. Ed è accigliata, ci guarda forse perfino con qualche sospetto. Dopo capiremo perché.

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Incontri culturali ad Istanbul: Luigi Ballarin, pittore

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(di Simone Perotti)

Che ci fa un pittore veneziano che dipinge soggetti prevalentemente arabeggianti a Istanbul? “Un mio parente mi portò della sabbia, quando ero bambino… Credo sia nato tutto da quella manciata di deserto…”. Luigi Ballarin, pittore, veneziano di nascita, romano d’adozione, con uno studio ricavato da un appartamento bohemienne nel quartiere di Cihangir a Beyoglu, una scalinata a chiocciola che fa venire il fiatone. 

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