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Ioannis Konstantinidis, vice sindaco dell'isola di Leros

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(di Giuliana Rogano)

Lakki, isola di Leros - 11 giugno 2016

L’autunno scorso, navigando tra le isole dell’Egeo orientale, abbiamo incontrato centinaia, forse migliaia di migranti e rifugiati. Ogni mattina li vedevamo arrivare con i gommoni oppure sui motoscafi della guardia costiera greca che li aveva recuperati in mare. Quest’anno, già da fine aprile navighiamo ancora in questo mare, ma di migranti nessuna traccia. “Sono rinchiusi negli hotspot” ci rispondono quando chiediamo.

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Let the people happen!

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(di Laura Murgia)

Arkoi, Dodecaneso | 1 giugno 2016 -Pomeriggio inoltrato, facciamo il bagno in un'acqua finalmente calda nella baia di Ormos Stretto, quando pigramente il sole inizia a tramontare. Mediterranea condivide la rada con un'altra imbarcazione, mentre un Gin Fizz di 11 metri, con due uomini a bordo, arriva e si sistema tra di noi. Seguiamo un po' distratti la loro manovra di ancoraggio, e altrettanto distrattamente li salutiamo, come le buone maniere della marineria richiedono di fare.

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La Rotta 2016. Possibilità per venire a bordo.

 

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La spedizione PROGETTO MEDITERRANEA, a due anni e mezzo dalla partenza, naviga nell’Egeo e poi accosta per il levante. Come da programma, l’imbarcazione Mediterranea, un ketch armato a cutter di 60 piedi disegnato da Michel Bigoin, prosegue la rotta svolgendo i suoi tre obiettivi: nautico, culturale e scientifico. E per il periodo estivo, come ogni anno, apre le porte ai suoi amici e sostenitori, perché Progetto Mediterranea è un sistema di co-sailing, sostenuto e svolto da 45 persone appassionate, i Mediterranei, che si alternano a bordo e svolgono le attività di ricerca di quello che, prima di tutto, è un esperimento sociale di condivisione: un modo diverso di concepire proprietà, utilizzo, viaggio, coabitazione, scoperta. Pertanto accanto ai Mediterranei, in determinati periodi, possono affiancarsi quelli che chiamiamo gli AMICI DI MEDITERRANEA, cioè tutti coloro che desiderano condividere valori ed esperienze del Progetto Mediterranea, anche solo per un tratto della sua rotta.

Nel 2016, il periodo in cui è possibile venire a bordo va da maggio a settembre, cioè quando la barca sarà tra le isole Egee orientali, il Dodecaneso, la costa turca meridionale e Cipro.

Per saperne di più sui dettagli organizzativi, scrivete a: info@progettomediterranea.com

Originariamente la parola Dodecaneso (o anche Dodecanneso, secondo la pronuncia greca) indicava il gruppo di isole del dominio Veneziano e poi Ottomano che godevano di particolari privilegi: Icaria, Patmo, Càlino, Lero, Stampalia, Nìsiro, Piscopo, Simi, Calchi, Scarpanto, Caso e Castelrosso. Oggi si indica con il nome Dodecaneso l’intero arcipelago nell’Egeo meridionale composto da oltre 163 isole ed isolotti, di cui soltanto 26 sono abitate. Isole molto diverse tra loro, mete di un turismo diversificato, dall’identità forte ed orgogliosa.

Da Rodi lasceremo poi il mar Egeo per entrare nel Mediterraneo e navigare lungo la costa della regione mediterranea della Turchia, da Marmaris ad Antalya fino ad Alessandretta al confine con la Siria.

Partendo da Marmaris, città da "mille e una notte", visiteremo baie nascoste, tranquille calette disperse e porti riparati. Lungo le coste scopriremo un vero e proprio museo all'aria aperta: antiche rovine di città e templi dal periodo proto-greco a quello bizantino. La costa turca offre bellissimi approdi e meravigliose baie accessibili dalle barche. Navigheremo lungo le coste delle regioni dell’antica anatolia, dalla Lycia alla Pamphylia alla Cilicia, la parte costiera dell’antica Siria che ora appartiene alla Turchia.

Da Alessandretta arriviamo a Cipro, per estensione la terza isola del Mediterraneo nonché il terzo paese più piccolo nell’UE, dopo Malta e Lussemburgo. Dal 1974 è divisa di fatto in due Stati: la Repubblica di Cipro e la Repubblica turca di Cipro del Nord, non riconosciuta dalla comunità internazionale. Fra i due Stati si estende una fascia cuscinetto sotto il controllo dell’ONU.

Cipro è bellissima: antichi castelli Crociati, monasteri decorati con mosaici di epoca romana, un mare cristallino. Dedicheremo un po’ di tempo a quest’isola, al suo mare e alla sua costa ma anche alla sua storia. 

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Quale barca per quale viaggio? Perché Mediterranea, un ketch armato a cutter.

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(di Simone Perotti)

Non esiste la barca perfetta. Esiste solo il marinaio che sa dove andare e trova la barca giusta per farlo. Un po’ come Giasone, che nulla sapeva di navigazione, ma chiese a un grande architetto nautico, Argo, di disegnare e realizzare l’imbarcazione perfetta per il viaggio più avventuroso dell’antichità.

Noi ideatori e marinai di Progetto Mediterranea abbiamo fatto questo, assistiti da una buona dose di fortuna, che come noto aiuta sempre gli audaci, soprattutto quando si tratta di spedizioni ambiziose. Il Mikado di 60 piedi denominato Ship Happens,  appartenuto a uno scrupoloso ed esperto armatore e marinaio triestino è diventato “Mediterranea” perché il suo equipaggio cercava esattamente una barca così: un ketch solido e dalle linee profondamente marine, con ¾ di chiglia lunga, timone protetto da skeg, prua sempre precisa nell’onda, armo a cutter con molte possibilità di combinazioni nella velatura, ma centro velico sempre ben bilanciato, poca tecnologia a bordo, tanta energia da sole e vento, un motore da 110CV - ben in grado di spingerla nelle manovre e nella navigazione controvento - tanta acqua dolce, tanto gasolio, per non doversi rifornire troppo spesso. E alla prova del mare, non ci siamo sbagliati.

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'It is good to know that we are not alone' - Lettere da Istanbul

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It is good to know that we are not alone. If it is dark here someone can light a lighter in distance to give us hope. You now hold that lighter.

In contatto con alcuni intellettuali e scrittori turchi, abbiamo chiesto informazioni sulla situazione in Turchia, soprattutto nel sud est del Paese. Le informazioni che ci arrivano sono drammatiche. Tanks che spianano villaggi forse, molti morti, tra cui molti civili. Una delle peggiori guerre civili della storia turca.

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Progetto Mediterranea incontra i rifugiati

(di Giuliana Rogano)

Sono come noi. Persone come noi. Hanno le nostre stesse speranze, gli stessi sogni, gli stessi desideri e gli stessi bisogni, ma i loro sono stati distrutti, infranti, annientati dalle bombe, insieme alle loro città e spesso ai loro amici e ai loro familiari. Sono rifugiati, non sono migranti.

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