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Prima di tutto...

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“Ditelo, scrivetelo, che qui è tutto abbandonato”. I pochi abitanti di San Nicola, splendido isolotto dell’arcipelago delle Tremiti,
ci accolgono così, mentre noi siamo senza parole per lo spettacolo del panorama a 360° di mare e cielo azzurro, costa smeraldina, e Mediterranea, unica barca alla fonda. 

Qui è tutto talmente bello, tutto talmente prezioso, che il nostro cuore di cittadini del Mediterraneo s'incendia. Pensare che in questo Paese si lavora a un’Expò e la splendida abazia benedettina di Santa Maria, sul cucuzzolo dell’isola, è in stato di abbandono, fa sorgere dal profondo dell'animo un sentimento di rivolta. E' questo che noi dovremmo ESPORRE. Ma prima lo dovremmo frequentare, lo dovremmo curare. Lo dovremmo amare
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Le prime scie

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“Ho preso anche una tempesta, a Città del Capo…”.
Il macchinista del rimorchiatore sembra assorto, polo bianca e jeans, occhiali squadrati. Parla senza nessuna enfasi, solo per raccontare che la petroliera da 350.000 tonnellate di greggio, lunga 450 metri e larga 67, su cui è stato imbarcato per tre volte, era rimasta alle onde per giorni, senza poter avanzare. “La prua andava sott’acqua fino a metà nave e riemergeva dopo un minuto e mezzo”. Storie di marinai che non interessano a nessuno. Interessano a noi di Mediterranea, però. 
 
La nostra bella imbarcazione bianca e blu è ormeggiata a pacchetto proprio sul rimorchiatore. Ieri la capitaneria di Termoli ci ha accolti e guidati fin dal mare aperto, per evitare una secca pericolosa in testa di molo. C’era mare sostenuto, Mediterranea andava giù e riemergeva, stabile e sicura, ma per tante altre barche sarebbe stato un piccolo inferno. 
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Salpata ufficialmente la spedizione Mediterranea

 

 

Progetto Mediterranea: alle 11.00 di oggi salpata ufficialmente la spedizione. Rotta su Pescara, dove l’imbarcazione è giunta alle 17.20. Ieri primo incontro culturale a bordo con Gianluca Solera. Stasera al Club Nautico i primi racconti del viaggio.

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In perfetto orario sulla tabella di navigazione prevista, l’imbarcazione Mediterranea è salpata oggi dal porto di San Benedetto del Tronto diretta a Pescara, prima tappa del lungo viaggio di 5 anni, per 29 paesi dell’area mediterranea, con obiettivi nautici, scientifici e culturali.

A salutare l’avvio della spedizione, oltre al Comandante della Capitaneria Sergio Lo Presti e a una motovedetta della Guardia Costiera che ha scortato l’imbarcazione per le prime miglia, anche troupe televisive, tanti appassionati e grande entusiasmo.

 

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Insulomania

 

24 isole

Nulla rivela il destino del Mediterraneo meglio delle sue isole.

Esse ci sono generalmente più vicine d’estate; d’inverno molti di noi ne perdono le distanze. Tuttavia ve ne sono molte che non si lasciano dimenticare in nessuna stagione. Alcune restano sempre dove sono. Altre paiono dissimularsi o scomparire per poi riemergere nello stesso posto; o fare la loro apparizione altrove. Isole di ogni sorta popolano il nostro spirito, belle, seducenti e di facile accesso oppure pervase di mistero o d’orrore, inaccessibili, isole vere e riconosciute che noi stessi abbiamo scoperto o abitato, e isole che hanno ispirato i nostri sogni o i nostri fantasmi; quelle che generano gioia e invitano al viaggio e quelle che suscitano angoscia e incubi.

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Requiem for a Dream

 

 

23 Requiem for a dream

 “Mediterraneo, storia di un’aggressione. Uno splendido tratto di costa, di mare, d’Italia aggredito, devastato, violentato. Uno dei giorni neri e tragici dell’uomo, dell’architettura, dell’urbanistica, della visione del Paese, del trattamento del suo territorio. Una storia emblematica, di cui si parla poco, resa celebre nell’anonimato da alcuni film che hanno usato il complesso di Castel Volturno come set cinematografico, e poco altro. Giovanni Barba, docente del corso avanzato di fotografia dello Spazio Tangram Napoli, e i suoi allievi, hanno riesumato filmati d’epoca e svolto un progetto fotografico intenso e duro, dal linguaggio narrativo essenziale e tagliente, tra Saviano e Report, tra Cinico Tv e Pasolini, che ci racconta una delle peggiori storie del Mediterraneo e del nostro Paese. Una delle tante, purtroppo.

 

Lo riportiamo qui - Requiem for a Dream - mentre Mediterranea ciondola ancora nel porto, per gli ultimi lavori, in attesa di salpare. Raccontare storie come questa, anche, è la sua missione".

(Simone Perotti)                                                                                         

 

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Aghion Pasxa

    

 

22 Pasqua

Mediterranea il 5 maggio 2013 a Messolonghi festeggiava la Pasqua Ortodossa a più di un mese di distanza dalla Pasqua Cristiana il 31 marzo. Quest’anno invece la Pasqua Cristiana e la Pasqua Ortodossa si sono festeggiati nello stesso giorno, il 20 aprile.

Fu con il concilio di Nicea del 325 d.C. che si decise che la Pasqua sarebbe stata la domenica dopo la prima luna piena di primavera. Oggi per il calcolo ci si basa sull’equinozio di primavera e sulla luna piena utilizzando il meridiano di Gerusalemme luogo della morte e della resurrezione di Cristo. Per il calcolo però la chiesa ortodossa utilizza il calendario giuliano mentre la chiesa cristiana il calendario gregoriano. Le date della Pasqua Cristiana e della Pasqua Ortodossa quindi non coincidono ... ma ogni tanto si, come quest’anno.

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