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La Caretta caretta: un'adolescente di 25 anni

 

 

36° 46.014 N - 24° 36.660 E

24 luglio 2014 ore 15.00

Polyaigos


”Poche parole a bordo di Mediterranea, molte lacrime di commozione, tanto silenzio. Lei ha nuotato con noi e noi con lei. Per un’ora. Poi è scesa veloce giù. Sembrava ci volesse salutare e l’abbiamo lasciata tranquilla. Ci ha regalato gioia e noi le siamo grati per questo. Non è fuggita via. E’ stata con noi. Per un’ora. Prima su, poi giù, poi su, poi giù, sempre insieme a noi. Per un’ora. Lunga 80 cm e larga 40 cm circa. Leggera, calma, placida ma anche veloce quando vuole. Partiti dalla baia di Karavostasis a Folegandros la mattina e diretti a Milos, abbiamo deciso di fermarci qui a Monolonisi per trascorrere anche la notte. Il posto è fantastico, acqua cristallina, un primo strato di roccia bianca come marmo e poi roccia scura vulcanica segno delle successive eruzioni. Le isole di Kimolos e Milos di fronte a noi. All’improvviso dalla spiaggia due greci arrivati lì con un piccolo motoscafo gridano “caretta caretta... camera camera”, abbiamo preso la videocamera subacquea e via con tender, siamo andati veloci, ci siamo tuffati, il tender alla deriva (sta bene, è integro) per una giusta causa. La vediamo, ci avviciniamo, alcuni di noi con maschera e pinne e inizia la danza. La sera a bordo abbiamo festeggiato.”

Sono parole di Giuliana, Rais al comando di Mediterranea nel mese di luglio, che racconta il sorprendente incontro con una tartaruga Caretta caretta in quelle acque.

 

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Laskarina Bouboulina: la vita di una donna straordinaria

Spetses

 

 

(...) soltanto tu riesci
ancora a piangere,
poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
poi ti volti e non sai ancora dire
e taci meravigliata
e allora diventi grande come la terra
e innalzi il tuo canto d'amore. (Alda Merini)

Era nata in una prigione, Laskarina Bouboulina, nelle segrete di Costantinopoli l’11 maggio 1771. Suo padre aveva partecipato alla Rivoluzione di Orlof (1769-1770) contro l’impero Ottomano ed era stato arrestato dai Turchi. Nascere in una prigione e viverci per qualche tempo deve aver innestato nella bimba il gene di quella futura ribellione ad ogni giogo e costrizione che ha poi caratterizzato la sua vita. La famiglia era originaria della comunità Arvanita (albanese) dell’isola di Hydra nel Peloponneso e Laskarina ne aveva ereditato i tratti somatici: la pelle olivastra, i lineamenti marcati, lo sguardo bruno e fiero.

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Il Mediterraneo parla. Mediterranea ascolta: il naufragio dell'Oria

 

 

ingresso alla baia di Capo SounionIl Mediterraneo parla delle sue storie. Anche al largo di Capo Sounion, in Grecia, dove Mediterranea ascolta il racconto del naufragio dell’Oria. 

 

Partito da Rodi l’11 febbraio 1944, con un carico di 4200 soldati italiani, prigionieri dell’esercito tedesco dopo l’armistizio dell’8 settembre del ’43, l’Oria, piroscafo norvegese sequestrato dal Terzo Reich, affondò incagliandosi davanti all’isola di Patroclo, nell’Egeo di fronte a capo Sounion. I soldati italiani si erano rifiutati di aderire alla Repubblica di Salò, non si erano riconosciuti nell’esercito nazista. Furono fatti prigionieri e stipati, oltre 4000, su un’imbarcazione di 87 metri, imbarcati per essere condotti al Pireo, a sole 18 miglia, e da lì verso i campi di concentramento.

 

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Parole (e cicale) sul Mediterraneo

 

 

"La cosa più insondabile, indefinibile del Mediterraneo è quest'atmosfera, l'insieme di luce, di colori, il bianco.. nel Mediterraneo è un colore diverso. Poi ci sono i rumori, c'è l'aria, la qualità del verde, le infinite sfumature dell'azzurro del mare. L'architettura, persino il ricordo della storia, della cultura. Però, dopo aver messo insieme tutte queste cose ancora non abbiamo detto nulla del Mediterraneo".

Il luogo è l'isola di Kythira, la baia quella di Kapsali, con i golfi gemelli, la posizione dominante del castello, il faro in cima alla collina e una spettacolare rappresentazione da anfiteatro con, sullo sfondo, Mediterranea e l'isoletta di Chitro. In queste acque dalle mille sfumature di azzurro, si racconta sia nata Afrodite, dea della bellezza e dell'amore e in quest'atmosfera di luce e colori ecco apparire il Mediterraneo, con il suo "indefinibile trapassare della natura nella storia e nell'arte" (Claudio Magris), il suo essere "mille cose insieme" (Fernand Braudel), una parola che rievoca infiniti significati e dunque "un luogo dove non bastano i nomi e non si riesce a collocare tutto".

E' di questa necessaria indefinibilità e della necessità di tornare a vivere e "sentire" il Mediterraneo come stato interiore e luogo della non-alienazione, che ci racconta Simone Perotti. Un video pieno di parole, immagini, colori e del canto delle cicale, capace di evocare atmosfere tipicamente mediterranee.

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Discorso di Mediterranea

   

 

Qui su Mediterranea facciamo così. Quando navighiamo ci guardiamo intorno, perché in mare bisogna avere mille occhi, ma anche per capire cos’è il mondo. Quando entriamo in una baia cerchiamo il posto più sicuro, non quello più bello, e ci mettiamo il più possibile lontano dalle altre barche. Facciamo la differenziata a bordo, anche se poi non sappiamo dove buttarla perché i greci non sono molto attenti a questo. La facciamo per noi, per gettare in mare l’organico quando si può, per salvare spazio, perché farla ci aiuta a essere organizzati, a non perdere il filo di certe cose.

MediterraneaQui su Mediterranea facciamo così, non siamo mai stati collegati alla rete elettrica terrestre, né mai lo saremo. Siamo autonomi, il sole e il vento ci danno più energia di quanta ce ne serva. Appena sale la brezza sufficiente a farci navigare a vela stacchiamo motore e issiamo tutta la tela che serve, perché il rumore non ci piace, mentre il sussurro del vento sulle vele lo amiamo.

Qui su Mediterranea facciamo così, ci laviamo solo con acqua di mare, solo di rado ci sciacquiamo velocemente con quella dolce, cuciniamo con acqua di mare, laviamo i piatti con acqua di mare, usiamo detersivi biologici per lavare i nostri vestiti. L’acqua dolce ci dura settimane, perché è preziosa, e perché la pulizia di cui abbiamo bisogno passa anche per i nostri comportamenti. 

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Occupy Elafonissos

 

 

Oggi, alle ore 13.00 (12.00 italiane) Mediterranea ha occupato, nel corso di una manifestazione simbolica e pacifica, l'isola di Elafonissos, nel Peloponneso, esponendo sulla barca un grande striscione con la scritta: "This Island Is Ours". Con questa azione dimostrativa Progetto Mediterranea sostiene la campagna "Protect the Greek coastline" per il boicottaggio delle spiagge a pagamento e per la tutela del mare come bene comune.

 

Mediterranea a Elafonissos 02Prosegue la spedizione italiana Progetto Mediterranea. L'equipaggio, che per 5 anni navigherà per Mediterraneo, Mar Nero, Mar Rosso con un fitto programma culturale e scientifico e un messaggio di pace e rispetto per l'ambiente, dopo l'occupazione simbolica dell'isola greca di Meganissi, acquistata da Rotschild a fini di speculazione immobiliare, ha occupato oggi, simbolicamente e pacificamente, la spiaggia di Elafonissos, oggetto in questi giorni di una violenta protesta popolare alla notizia della sua possibile vendita.

 

 

 

 

Elafonissos è nell'elenco di isole che verranno privatizzate da parte dell'Ente Ellenico per la valorizzazione delle proprietà dello Stato (TAIPED). I 175 ettari delle spiagge di Simos e Sarakiniko saranno messi in vendita, nonostante l'area sia sotto la protezione del programma europeo "Natura 2000" (fonte ANSA).

Per saperne di più, leggi il take di Ansa Med.

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