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Il viaggio di Tamatino - Man on the River

 

 

Regate, imprese, avventure. Storie di uomini e della loro barca

01 iron gate

Diamo inizio ai nostri racconti sul mondo della vela con 2 imprese, 2 avventure in cui ci sono 2 uomini e le loro barche ma un grande assente ... il mare. Al suo posto troviamo i fiumi che alla fine però ci porteranno al mare. E non un mare qualsiasi ma il Mar Nero, un pezzetto del mare nostrum ovvero il Mediterraneo.

Vi racconteremo di Simone Pierotti e della sua Tamatino e di Giacomo de Stefano e della sua Ness Yawl.

Buona lettura!

 

 

  

Il viaggio di Tamatino – navigando attraverso l’Europa

Simone Pierotti nasce a Roma nel 1980. Inizia ad interessarsi di vela a quattordici anni, dal 1995 al 2000 frequenta corsi estivi presso il Centro Velico Caprera. Dopo la laurea in Antropologia si trasferisce negli Stati Uniti per motivi di studio e lavoro. Vive a Firenze ed insegna fotografia presso la Florence University of the Arts, alternando mesi di navigazione a periodi stanziali. Collabora con il Giornale della Vela ed altre riviste nazionali ed internazionali. 

Tamatino è un Corribee 21 (6.5 metri) costruito in Inghilterra nel 1980 dalla Newbridge Boats Ltd. Nato dalla penna del celebre architetto Robert Tucker. Questo progetto ha nel suo curriculum diverse traversate atlantiche e una navigazione nel circolo polare artico. Tamatino è stato disalberato per effettuare il viaggio lungo il Danubio e l’albero sistemato in coperta su appositi supporti. Tale operazione è stata necessaria per il superamento dei numerosi ponti presenti lungo l’itinerario. Tamatino riacquisterà poi il suo “status” di barca a vela nel Mar Nero, dove continuerà il suo viaggio verso la Turchia. Il vantaggio di avere una barca a vela del peso di una tonnellata come Tamatino è quello di poter procedere con un motore fuoribordo di piccola cilindrata (5 o 6 hp) dai consumi contenuti, dal peso ridotto e dalle emissioni minime. A bordo è stato installato un piccolo pannello solare per l’approvvigionamento della poca corrente necessaria durante il viaggio, che punta principalmente alla riduzione dei consumi e ad una semplificazione della vita di bordo.

Il viaggio

I canali francesi, il Reno il Meno e il Danubio creano una lunga vena d’acqua che attraversa l’Europa. Nel loro corso si mescolano culture e storie lontane. Dai paesi dell’Europa del nord Olanda, Francia, Germania, Austria attraverso la Slovacchia, Ungheria, Croazia, Serbia, Romania e Bulgaria fino al Mar Nero, questi fiumi disegnano il confine tra oriente e occidente.

A maggio del 2011 Simone parte da un piccolo paesino dell’Olanda alla volta del Mar Nero a bordo della sua barca a vela di 6,50 metri. Navigando in un dedalo di fiumi e canali ha incontrato naviganti, pittrici, ex registi, perle di saggezza popolare, un circo ambulante e un ex ammaestratore di serpenti. Questo è stato un viaggio in barca a vela attraverso i fiumi europei con destinazione Instanbul.

I tempi non sono ideali per lasciare casa e bottega ed andare in giro con una barca a vela, soprattutto a trent'anni. La nota dolente in tutti i casi è sempre la stessa, il lavoro e i soldi. Nell'epoca famosa per i co.co.pro e per il pessimismo dilagante questa nota duole ancora di più. E allora il cervello si deve spremere per cercare mille modi possibili per permettersi queste esperienze. Simone ha abbattuto i costi in modo abbastanza drastico dimensionando le sue comodità per una lunghezza di 6.63 ed una larghezza di 2.19 metri. Tamatino è una barca piccola e quindi necessita di minore lavoro e meno impegno economico rispetto ad una più grande. Il minimo necessario al suo viaggio è venuto, in parte dal lavoro che ha fatto negli anni precedenti e in parte dalle mille richieste di sponsorizzazione che ha mandato a tutte le ditte che potevano fornirmi materiali utili. Anche se ha ricevuto poche risposte qualcosa è sempre meglio di niente, soprattutto per il morale! Un universo interessante che purtroppo ha indagato con scarsi risultati è stato quello dei bandi europei specifici per progetti creativi. Dato che è un fotografo e che durante il viaggio ci sarebbero state occasione per realizzare un portfolio di immagini, si è infilato tra bandi, budget, partner e scadenze. Facendosi venire il mal di testa in questo complesso ma stimolante settore di finanziamento non ho trovato grandi consensi nel pubblico europeo. Ma non bisogna demordere perché di idee per tirare dritto ce ne sono, a milioni, basta andare piano e saperle cogliere. Quindi è partito contando prevalentemente su una cassa di bordo che rispecchia le fattezze di Tamatino, piccola ma decisa!

Racconto tratto da http://www.tamatino.org/

Guardate il video su youtube

 

Man on the river

Giacomo De Stefano, astigiano ma veneziano d’adozione, 44 anni. Qualcosa di più di un ambientalista, lui si definisce un “viandante del nuovo mondo”. Giacomo si descrive come una persona semplice. Dopo aver trascorso diversi anni della sua vita lavorando come ricercatore e documentarista, si è posto l’obiettivo di rendere consapevoli uomini e donne della civiltà dei consumi (del tanto ad ogni costo) su come lo stile di vita sia decisivo per l’ambiente. 

Ness Yawl La barca che Giacomo ha usato in questo viaggio, è stata costruita dal suo amico, maestro d’ascia Roland Poltock. Progettata dal designer scozzese Iain Oughtred, Ness Yawl è lunga 5.6m, simile a quelle usate dai Vichinghi per navigare e dello stesso tipo tuttora utilizzato dai pescatori delle isole Shetland in Scozia. Costruita in uno scafo in legno di mogano, con parziale sovrapposizione delle tavole che formano il fasciame in modo simile alle tegole di un tetto, è una barca leggera ma molto resistente al mare, ottima sia per veleggiare sia per remare.

Il viaggio

Per secoli i fiumi sono stati il principale mezzo di collegamento tra civiltà e di approvvigionamento di acqua per l’uomo: non a caso quasi tutte le più grandi città sorgono sulle rive di un fiume. Oggi la maggior parte delle vie fluviali è abbandonata a se stessa, privilegiando altre vie di trasporto inquinanti e costose, e ancor peggio scaricando nei fiumi rifiuti e liquami sia urbani sia industriali che stanno portando ad una lenta morte di tutta la vita fluviale.

Con “Man on the River” Giacomo vuole ridare centralità ai fiumi che attraversano l’Europa: partendo dal Tamigi, ha attraversato il canale della Manica, risalito i canali francesi fino a Strasburgo, si è immesso prima nel Reno fino a Norinberga e successivamente nel Danubio, attraversando Vienna, Bratislava e Belgrado fino a sfociare nel Mar Nero, e di lì ad Istanbul per una durata di circa cinque mesi. Sulla scia della sua barca ha provato a tracciare anche la via per un nuovo mondo, la strada per nuove opportunità economiche, una forma di turismo maggiormente rispettoso e sostenibile, dimostrando che non solo si può viaggiare con poco e rispettando la natura, ma che questa forma di turismo è immensamente più ricca di emozioni e soddisfazioni.

“Man on the River” è stato un viaggio attraverso il cuore dell’Europa, un cuore verde che cerca spazzare un cuore nero ed inquinato, al grido di “Cambiare si può”. Il miracolo dell’impresa sta scritto alla voce budget: 0 euro. Tutto è ruotato attorno ad un’ “economia del dono”, della gratuità. Aziende private, amici, partner: hanno lavorato con lui, gli hanno fornito mezzi e idee; tutti hanno creato le condizioni per rendere possibile un qualcosa che ha dell’eccezionale. Ha dormito in barca sotto un telo tenda che si è costruito con vecchi teloni da camion che oggi non si usano più: sono in tela di Olona, cotone molto forte ed impermeabile. Una stufa costruita da un amico fabbro, ricavata da una pentola lo ha aiutato a cucinare, a scaldarsi ed asciugare i panni nel freddo aprile del nord e a cuocere il pane che si è fatto con farine che lungo i luoghi ha trovato da contadini, coltivatori e mugnai attenti. Ha fatto anche, ogni tanto, dei bei focherelli lungo le spiagge dei fiumi e del Mar Nero. Per il sostentamento si è affidato alla pesca e alla raccolta dei frutti, oltre all’aiuto che le persone lungo il percorso. A bordo, cime, un coltello, attrezzatura per riparare le vele ed il legno, stufa, sacco a pelo, secchio di tela, due ancore, una zanzariera, un’amaca di telo di canapa, carte nautiche (poche) e libri, un acciarino, qualche vestito di riserva ed una cerata da pescatore. Non gli serve molto. In ogni paese ha preso solo una foglia secca e raccolto qualche goccia d’acqua che ha conservato in 15 ampolline di vetro realizzate da un vetraio di Murano. Le chiuse da passare sono state circa duecento, la più grande in Serbia, quella delle Porte di Ferro, un tempo il punto più difficile della navigazione lungo il Danubio. Poi tunnel, ponti sospesi dove la barca ha veleggiato a 30 metri d’altezza, più di 400 ponti sotto i quali è passato, circa 100 città, 4 capitali, 200 milioni di persone che vivono lungo i due fiumi più importanti d’Europa. E' stato un viaggio a bassa ed alta tecnologia nello stesso tempo. Non ha usato ricevitori satellitari ma solo il sole e le stelle, effettuando prevalentemente una navigazione semplice, costiera ed in acque protette. Grazie ai partner tecnologici è stato in grado di effettuare delle dirette dai vari luoghi nei quali si è fermato per raccontare alla gente le cose viste nei chilometri precedenti. L’energia elettrica necessaria a bordo per ricaricare il telefono necessario per parlare con le radio, gli è stata fornita da un piccolo pannello solare. "Poi se mancherà qualcosa lo troverò lungo il viaggio". Il saper fare e l’attenzione hanno fatto il resto.” Quando hai poco ti arrangi con poco”. Giacomo è stato più dedito all’ascolto, all’osservazione, alla condivisione delle informazioni di chi ne sa più di lui. Giacomo inoltre ha raccolto, per specifici tratti di fiume indicati da CIRF, una serie di dati (opere idrauliche, utilizzo del suolo lungo le sponde, limpidezza dell’acqua, vegetazione e fauna ittica, ecc) che sono servite a comporre una valutazione sullo stato di salute della vita fluviale. Ha iniziato con il Reno, in quanto il Tamigi è stato già percorso l' anno precedente ed i canali francesi sono di origine artificiale. 

Racconto tratto da http://www.manontheriver.com/it/

Guardate il video

 

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