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Intesa. Complicità. Ascolto. La comunicazione (e l'amore) nel Terzo Millennio.

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"L’olio è eversivo, come la mescolanza di razze." Ha esordito così, ieri, all’Istituto Italiano di Cultura di istanbul Buket Uzuner, amatissima scrittrice anche in Italia per il suo splendido “Ada d’ambra” (Sellerio), ma anche attivista ambientalista e autrice di una corposa bibliografia di narrativa e saggistica. “Mi fecero notare che all’interno della Turchia si usava anche il burro, e lo fecero per protestare con la mia passione per il meticciato dovunque fonte di ricchezza, dalla cucina alla società”. Un buon inizio.

E si è dipanata così la soirée culturale, dalle 19 in avanti, organizzata da Progetto Mediterranea e da Maria Luisa Scolari e l’IIC di Istanbul a cui hanno partecipato, oltre alla Uzuner, l’ispirato scrittore di origine curda Burhan Sonmez, la battagliera attivista politica Oya Baydar e il nostro Simone Perotti.

Sonmez ha esordito con una bellissima immagine infantile, quando era un bambino, viveva in una zona rurale e continentale dell’Anatolia, senza elettricità né possibilità particolari di conoscere e viaggiare, e ascoltava i racconti della madre, immaginava il Mar Nero, l’Egeo, il Mar di Levante, e laggiù la fascinosa Istanbul, che nei suoi occhi era la capitale del mondo. “Nel mio prossimo romanzo il protagonista è un uomo che combatte, spera, soffre e gioisce per un luogo in cui non è mai stato, ma che gli appartiene. Allo stesso modo, io che ho visto per la prima volta il mare a quindici anni, “sento” il Mediterraneo da quando sono nato, perché lo sognavo, lo ascoltavo, lo immaginavo, e lo vivevo, così come avrei fatto anche se non l’avessi mai visto per tutta la vita. Sentire, sognare, sono due azioni mediterranee”. Molti, al termine della conferenza, si sono complimentati con lui. 

Oya Baydar ha voluto invece fare l’avvocato del diavolo, come è sempre utile che qualcuno faccia in un dibattito pubblico: “Dov’è il Mediterraneo? Parliamo di olio, di sogni, a volte di stereotipi semplici, ma dov’è? Versa in gravi condizioni, è un cumulo di macerie. Occorre andare controcorrente per riappropriarsene”. D’accordo con lei Simone Perotti: “Ogni volta che qualcuno compie un gesto controcorrente e rompe le regole, fa un gesto mediterraneo. La storia di questa porzione di mondo è stata tutta fatta da innovatori, da individui coraggiosi che hanno sentito, sperato e poi capito qualcosa di nuovo attraverso la lente del Mediterraneo. Come fece Bayezid II, Gran Sultano ottomano, che alla cacciata degli ebrei dalla Spagna, nell’agosto del 1492, mandò navi a prenderli, salvarli, li fece portare a Costantinopoli, diede loro cittadinanza, libertà, ordinò che nessuno torcesse loro un capello. O come fa la Guardia Costiera, la Marina italiana, quando salva i migranti in mare, ma ancor più i pescatori siciliani e i comandanti delle navi commerciali in transito. Tutto il mondo è insensibile, ma loro vanno controcorrente, e fanno un lavoro prezioso. O come fecero i greci dopo l’8 settembre del 1943. Gli italiani erano gli invasori, eppure li nascosero e li aiutarono, salvando migliaia di persone dalla follia omicida nazista”.

Dell'amore si è parlato tra le righe, come fosse naturale conseguenza dell'intesa, delle scelte. Della comunicazione. In una stanza dove d'amore non ce n'era, Shahrazade ne fece entrare molto con uno stratagemma, ha ricordato Simone Perotti, andando controcorrente, salvandosi la vita con i racconti, protraendoli per mille e una notte, fino a far innamorare di lei il suo carceriere, il Principe Persiano che la teneva segregata e che all'alba del primo giorno avrebbe dovuto giustiziarla. "Non hanno dovuto soccombere Giulietta e Romeo, vittime di una faida familiare, Tristano e Isotta, vittime dei baroni e degli elisir magici, ed Elena e Paride, incapaci di fuggire e scomparire, e per questo causa di una tragica guerra? Gli amori, come i popoli, si salvano solo con il coraggio di rompere l'ortodossia, di perdere tutto per ritrovarsi".

La moderatrice Nermin Mollaoglu, titolare della maggiore agenzia letteraria turca, ha faticato a concludere la serata, che pareva avviata ad aprire un fiume di  parole e citazioni e suggestioni. Ci sarà tempo, per Progetto Mediterranea, che da oggi, con la brillante ed energetica scrittrice e giornalista Ayfer Tuczu Unsal ha avviato il programma di incontri e interviste individuali.

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