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Diario di Bordo - sulla Scia delle Galere

 

 

14 sulla Scia delle Galere

 In attesa della grande spedizione di Mediterranea, che partirà a maggio 2014, pubblichiamo il Diario di Bordo “semiserio” della lunga estate 2013 di Mediterranea.

Un viaggio a vela dal golfo di Corinto fino in Istria attraverso le isole e la costa di Grecia orientale, Albania, Montenegro e Croazia, per arrivare poi in Italia a san Benedetto del Tronto.

Cinque mesi in cui abbiamo condiviso con molti di voi il nostro stile di vita, i nostri pensieri, i progetti e i sogni. Un'estate di vela, divertimento, riposo, chiacchiere, natura, risate, lacrime … e tante emozioni.

 

Il nostro peregrinare estivo, da aprile a settembre 2013, ci ha portato da Lepanto fin quasi a Venezia, lungo Grecia, le isole, Albania, Montenegro, Croazia, Bosnia Erzegovina, a sfiorare la Slovenia in Istria. Nel 1571, in senso inverso, le galere veneziane raggiunsero il teatro della prima vera guerra mondiale della storia dell'uomo, che avvenne in mare e che conosciamo come la Battaglia di Lepanto. Per questo abbiamo intitolato "Sulla scia delle galere" il nostro lungo e lento raid 2013, autentico warm-up del grande viaggio di Progetto Mediterranea sulle stesse rotte d'andata e rientro della grande flotta cristiana.

Curiosità: La galera o galea (dal greco galeos = squalo) è una nave a remi ed a vela presente nel Mediterraneo dall’ 800 ai primi anni del 1800. Rappresenta un tipo di naviglio inconfondibile e ben definito. Bastimento sottile, di circa 50 metri di lunghezza, largo circa 7, con due metri di pescaggio, munita di uno o due (a volte tre) alberi a vele latine (da vela “alla trina” cioè a triangolo per distinguerla dalla vela “alla quadra”) e da ciascun lato da 25 a 30 banchi per la voga. Si trovava imbarcata una massa d’uomini numerosa ed eterogenea tenuta in riga da una disciplina feroce e costituiva un grosso problema trovarne quanti ne occorrevano per la voga, tanto da rendere necessario il ricorso ai prigionieri o ai condannati per reati comuni. Galeotti erano detti i rematori delle galee. Insomma per alcuni era una vera e propria galera … appunto.

Le galere, dal punto di vista tattico, costituivano le unità di linea, manovravano con grandissima abilità in combattimento con i soli remi per attaccare il nemico in linea di fronte con le artiglierie corsiere e passare poi all’arrembaggio. L'Arsenale di Venezia, dove fin dal XII secolo venivano costruite le galee della Repubblica veneziana, era il più grande complesso produttivo del Medioevo e la prima vera grande fabbrica moderna … “quasi a catena di montaggio nell'Arzanà de' Viniziani” come lo definì Dante nell'Inferno della sua Divina Commedia.

Occorre ricordare però che esistevano due tipi di galee, ben distinte tra loro: le «galee sottili», che erano destinate quasi esclusivamente alla guerra, e le «galee grosse» o «da mercato», che venivano impiegate per il trasporto di merci o passeggeri. L’importanza di quest'ultima consisteva nel fatto che, avendo un equipaggio numeroso, almeno 250 uomini tra marinai e rematori, erano considerate estremamente sicure e quindi venivano destinate a trasportare i carichi più preziosi e più leggeri: le spezie, le sete, l’argento e l’oro. I marinai in caso di attacco dovevano difendere il bottino.

La “Serenissima” con le sue galee ha dominato l’Adriatico e gran parte del mar Mediterraneo orientale.

La battaglia di Lepanto del 1571 segna il culmine di un impiego mai più uguagliato in seguito in tema di battaglie sul mare. La flotta cristiana era composta da 110 navi veneziane, su un totale di 220 circa, di cui  54 galere con equipaggi provenienti da Venezia; 30 galere con equipaggi provenienti da Creta; 7 galere con equipaggi provenienti dalle isole Ionie (Corfù, Zante, Cefalonia, ecc.); 8 galere con equipaggi provenienti dalla Dalmazia; 5 galere con equipaggi provenienti dalle città di Terraferma; 6 galeazze con equipaggi provenienti da Venezia.

La flotta turca disponeva, invece, di circa 250 galere.

In molti dei luoghi in cui Mediterranea ha ormeggiato, da maggio a settembre, ha trovato tracce della “Serenissima”, sulla scia delle sue veloci e temibili navi.

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